mercoledì 28 agosto 2019

Fede ... ci sei???

E' così, che entrando, ha bisbigliato un vecchio collega, e finalmente alzo gli occhi... 
Non pensavo nel modo più assoluto che questo lavoro sarebbe stato così impegnativo, assolutamente interessante, ma da non lasciarmi più neanche il tempo per i miei sport estremi... e per un attimo, rimpiango una libertà che prima pensavo di non avere!
Incredibile come rivaluti le tue vecchie posizioni quando ne provi a calzare di nuove.
E scopri che se lavori tanto, ti senti vivo... e più lavori e più ti piace lavorare... oppure no!
E fai il bilancio e ti ritrovi stranamente in conflitto con te stesso.
Ma pace, non ti tirerai indietro e le scadenze si accavallano, i corsi da organizzare per le prossime stagioni anche e improvvisamente odi il caldo e questa stagione... o lo hai sempre odiato. 

Non so se ho fatto la scelta più giusta amici....

JMJ

mercoledì 21 agosto 2019

Il mio nuovo ufficio

Un pò la mia segretaria invisibile poteva anche aver ragione, ma il fatto di essere ora solo uno scrivano che dispensa consigli ai vari image consultant, che si diverte a commentare e fare della moda la propria massima aspirazione di vita da una scrivania, mi ha liberato.
Mi sentivo stretto in quell'ufficio con le mille vetrate, ovunque e da ogni lato... qui mi sento libero. 

Il mio non è un ufficio, il mio è un "laboratorio", dove nessuno può entrare se non autorizzato. E nessuno osa avvicinare se non richiesto.
Un pò come nella foto, ho una scrivania enorme cosparsa già di foto, di articoli di giornali, di disegni, di trattati sulla moda. Un'agenda... in carta... bellissima... tutta MIA!
Un portatile, finestre che danno luce, tutto rigorosamente bianco e rovere. Alle pareti solo qualche quadro colorato di non so quale artista, un piccolo angolo tutto per me con una poltrona, e una scrivania con una sedia, in un angolo, piccola ma efficiente per lei.
Arredato e riadattato a tempo di record.
Dopo qualche giorno, lei, adora il suo nuovo ruolo, ma non mi guarda mai, se non se strettamente necessario.
Lavora al mio fianco al 100% ma non si presta a prove tecniche, e la capisco. Non è proprio una segretaria, piuttosto una collaboratrice. E' bravissima, come lo è sempre stata. E ha un fidanzato che la adora. Incredibile, non era poi così invisibile. Si è addirittura scusata con me, poiché aveva scelto di essere la donna di un altro e non la mia. E questo in realtà ci ha salvati.... due perfetti collaboratori disinteressati ai propri sentimenti, ma che si rispettano.
Siamo una bella squadra. E ora: a lavoro.

dal WEB

lunedì 12 agosto 2019

Disastri attesi...

Impossibile non cedere alla tentazione e chiedere che la mia segretaria tornasse ad essere la mia segretaria, ma d'improvviso mi accorgo che la mia richiesta ha un non so che di anomalo, e lo percepisco sentendo il rumore dei suoi tacchi arrivare di corsa, interrompendosi solo dentro la sala d'attesa del mio nuovo ufficio....
Aveva con se scartoffie, foto, stralci di giornale, la rivista d.o.c. e qualche altro accessorio della sua scrivania.
Era infuriata. Mi ha vomitato addosso non so quante mila parole al secondo e vi assicuro che non ce ne fosse una che citasse una similitudine con la più semplicistica grazie.
Ero fermo immobile con il solo sguardo rivolto a lei ma il volto abbassato sulla tastiera, seduto sul tavolo, mentre cercavo di sistemare i contenuti del corso, neanche sono riuscito a muovere un ciglio per interromperla, e quando ha respirato, composto e con garbo annuncio: se non vuoi stare qui, puoi non accettare l'incarico. Puoi andare!
Quindi torno sulla mia esposizione al pc. La reazione è stata incontrollabile...
Vi dico solo che mi fa ancora male la guancia a distanza di qualche ora.
I miei occhiali sono volati a terra e inveito rovinosamente di nuovo sulla mia cicatrice al naso. Gli insulti che ne sono venuti dopo sono stati quasi impercettibili, tanto erano lame affilate.
Vi confesso che ho fato fatica a non difendermi, l'ho guardata severo, ho raccolto gli occhiali, asciugato il sangue, chiuso gli occhi premendo tra essi con le dita e soavemente, ancora in me: cosa vuoi?
La risposta è stata schietta: che continuassi a lavorare con me, sei il migliore, perché ti sei chiuso qui?
Quindi non era il con chi, o il dove, ma il cosa avremmo fatto...

martedì 28 maggio 2019

Dimissioni: non accettate!

JJM dal web
"Difficile lasciarti andare..." sono state le parole della mia mentore. Non potrei mai e poi mai lasciare il mondo della moda.... o forse si...
Comunque le mie dimissioni non sono state accettate.
Patteggiando dopo un serio litigio, al limite del brutale corpo a corpo, ho ottenuto uno strepitoso e inaspettato cambio di ruolo e, cospicuo, aumento di stipendio. Non era quello che volevo ma.....ma torno a scrivere e torno al mio vecchio ruolo di Image Consulting.
Trovo interessante questo aspetto del mio lavoro, che comunque è sempre stato presente, ma che ora mi lascia più spazio alla creatività.

Il mio aspetto resta quello ormai consolidato in questi ultimi 5 anni, un pò vikingo ma comunque all'altezza del ruolo, anzi.... lo definirei interessante sotto questo punto di vista.
Comunque al passo con i tempi ma non troppo, poiché se la moda degli ultimi due anni non ha suscitato in me alcun interesse, né lato uomo, tantomeno lato donna, ho dovuto reinventare un look tutto mio, che cozza con i canoni standardizzati dei tempi attuali e non anticipa ciò che saranno le prossime stagioni: tutto questo giro di parole per dire che sono tornato al casual, non ricercato!

La notizia si diffonde facilmente e al primo corso tenuto in sede, nell'intento di spiegare cosa è l'immagine e lo spazio che deve occupare nella vita di ognuno di noi, mi riscopro un ricercato e talentuoso uomo di mezza età che ancora incuriosisce per i suoi cambi di aspetto e invoglia il giovane pubblico, soprattutto maschile, ad imparare a tornare ad essere più uomo e meno stiloso, piuttosto che ad insegnare l'essere uomo ad altri.

E ritrovo un vecchio me, che mi piace, che attrae e che d'improvviso non è più solo uno sfigato romantico.


lunedì 27 maggio 2019

Cambiamenti...

Jhon Mario Josh
Ancora, dopo mesi, non passa il dolore di una perdita che comunque mi tocca nel profondo, e così ho fatto ciò che mi viene meglio fare: scomparire!
Al mio ritorno non c'era nessuno neanche canoso, ormai troppo vecchio per farmi le feste e tutto sembra come se una fase della mia vita stesse per finire...per sempre. Ed un solo impellente bisogno: cambiare!
Quindi solo qualche giorno fa entro nell'ufficio del mio capo, la mia mentore e con voce calma, con il volto ancora segnato da vecchie cicatrici che ahimè ricordano in modo violento eventi che ad altri sono costati la vita, con lo sguardo di chi sa che sta facendo una cazzata, ma con la consapevolezza di chi sa anche che non può farne a meno, lascio il mio posto di lavoro.
E così chiudo un capitolo della mia vita, per sempre, quello strettamente legato alla moda, lascio il giornale, la mia rubrica, le mie scelte di stile, i miei viaggi alle anticipazioni moda, lascio la mia segretaria invisibile, la mia vita di sempre, pronto per una nuova immensa e unica avventura.
E Dio solo lo sa, quanto ci vorrà ancora per far sparire questo dolore, ma la voglia di cambiare, che aleggiava nell'aria già da un pò, un passo che avrei dovuto compiere già da diversi anni, mi da la carica e la spinta per trovare un modo per vivere diverso dal Fede di sempre, ma pur sempre Federico Rori.


mercoledì 20 febbraio 2019

Noi ti proteggeremo.... per sempre!

E' buffo come ci si abitui a certe situazioni, come alla fine ne sorridi per non piangerne ancora, forse anche perché ormai di lacrime non ne hai davvero più, forse perché sai che tanto piangere ancora non ti aiuta più. Per rispetto della sorella e della madre, il padre è scomparso qualche anno fa, non per mano dell'uomo, ma per il volere di una sentenza sovraumana, non ci sono stati fiori ma solo opere di bene... Alex amava molto lo sport estremo e i bambini, così abbiamo pensato di devolvere una consistente cifra ad un'associazione in zona che si occupa di formazione sportiva per i ragazzi con deficienze fisiche. Ottima scelta, direi... 
La sorella di Alex... nessuno avrebbe dovuto avvicinarla, nessuno di noi "e in particolar modo tu Fede, stalle alla larga!", sarà fatto Alex, ma ti somiglia un casino ed è così vulnerabile ora e disperata, che non poteva far altro che stare in mezzo a noi, lei e tua madre, mentre ogni tocco di cemento, finiva con lo strozzare ogni singhiozzo che arrivava in gola. Stretti in una sorta di protezione, poco meno di guardie del corpo: nessuno si sarebbe avvicinato a loro se non prima incontrando il nostro sguardo severo, e solo dopo gentile consenso, le condoglianze e il commiato....