venerdì 8 aprile 2016

Invisibile

Salgo le scale per arrivare all'ufficio dove lavoro, scale tristissime, grigie, ricordano vagamente quelle del film "Inferno di cristallo", le faccio non troppo di corsa, ma con passo veloce, affinchè il movimento porti giovamento al mio fisico in vista di una giornata assolutamente in completo relax: seduto su una scrivania in una sala riunioni. Questo è l'aspetto del mio lavoro che odio di più in assoluto, ma che tuttavia mi concede quelle due o tre ore per studiare colleghi e visi nuovi e persone che qua e là si aggirano in questa ala del palazzo dove la frenesia non è una caratteristica, ma uno status.
5 piani a piedi sono tanti, e al terzo, strano ma vero, ho quasi fastidio, ma è noto quindi continuo rilassando un pò il passo, per non sudare e per non arrivare col fiatone.
Qualcuno ha la mia stessa idea e mi raggiunge. Piuttosto spedita mi sorpassa al quarto piano senza neanche guardarmi racchiusa a riccio, quasi si vergognasse e mi saluta "Signor Rori, buongiorno". Rispondo cordiale con un sorriso, come sempre, ma non esordisce alcun effetto poiché non viene osservato neanche con la coda dell'occhio.
Entro nella sala riunioni, manca ancora un pò, e torna questa strana ragazza, o donna, non saprei, poiché ancora non solo non l'ho riconosciuta, ma non riesco a vederla ma, per deviazione professionale, noto ciò che di più evidente ha: l'abbigliamento. Lei è invisibile!!!!
"Caffè?", mi volto di scatto e lei, di spalle, diavolo! Assecondo, me lo dovrà pur passare "certo, grazie mille..... signorinaaaa...". Ma nessuna risposta e vengo distratto da Alex che, bella come sempr,e non può che catturare la mia attenzione e milleeuna domande sul perchè ancora non l'abbia portata a cena fuori, o non avessi avuto una storia con lei, finché "ecco il caffè" e di nuovo, mi affretto per guardarla ma lei è già di spalle e lasciandomi il caffè sul tavolo. Alché, mani in tasca osservo il caffè, la tazzina, il cucchiaino e...non c'è lo zucchero...ne approfitto "scusami" e le do un colpetto sulla spalla, ma lei non si volta e chiedo "lo zucchero?" e mi guarda "lei non ce lo prende lo zucchero signor Rori" e resto folgorato!!!!! Faccio un passo indietro, una mano in tasca e l'altra sulla mia bocca, quasi a voler coprire un'evidente bugia...a  fin di bene, certo e il mio sorriso credo abbia preso la piega di una espressione buffa, tanto che lei abbassa gli occhi e si volta di nuovo, e mi passa lo zucchero, di spalle... "Ha ragione... mi conosce bene!" ma non risponde. 
Buffo, non sono riuscito più a dirle una sola parola, né a voltarmi verso di lei a guardarla, distratto da quel pensiero, seguivo i suoi movimenti con la coda dell'occhio, e quando è stato il mio turno, si è posta dietro di me, per mia fortuna, ma ne sentivo la presenza e la cosa mi impacciava... ma chi era? Perchè non l'avevo mai vista prima? Invisibile, per chiunque...ma non per me..ora...