martedì 18 marzo 2014

Pensandoci meglio.... resto tutto d'un pezzo!!!

Quando ero un giovanetto alla ricerca della mia strada, ricordo che pensavo sempre che tutto ciò che avrei ottenuto sarebbe stato solo ed esclusivamente grazie al mio talento, alla mia buona volontà e al mio buon senso innato!
E proprio quando nella piena consapevolezza di tutto questo, oggi, ormai uomo, ritengo davvero che tutto quello che ho è il frutto del mio lavoro, ottimo, eppure qualcuno mi insinua il verme del dubbio e vado a ritroso con la mente alla ricerca di quel bivio che mi ha fatto perdere la cognizione di ciò che realmente è accaduto rispetto a ciò che per mia coscienza stessa avrei invece voluto che accadesse!
E guarda caso.... lo trovo!
Ricordo me, imbranato come sempre, e allora impacciato ma pur sempre attraente, raccoglievo una penna maldestramente scivolatami dal mezzo di uno dei libri, uno dei quali era "Il ritratto di Doryan Grey". E rialzandomi di scatto urtai con violenza il braccio di una dolce ragazza che fece saltare in aria tutto ciò che aveva in mano!
Il caso volle che tale ragazza, allora poco più che ventenne, fosse la figlia di un noto stilista di moda...dell'epoca... e quando feci per aiutarla, umiliato e impacciato ancor più del solito, lei indispettita e sfacciata mi tolse dalle mani il suo libro, tipica scena da film hollywoodiano, e mi insultò caparbia e indisponente con un secco " e levati imbecille!"... che dolce!!!
Dispiaciuto e sorpreso da tanta indisposizione  le chiesi, urlando, scusa e lei mi salutò con il suo medio della mano sinistra senza neanche voltarsi!
La ricontrai anni dopo, quando facevo uno stage nella casa di moda del suo paparino dove lei, per nepotismo o diritto di eredità, copiava o imitava o semplicemente si annoiava, non l'ho ben capito. Tuttavia non mi riconobbe, e mi chiese nel suo più sfacciato accento milanèse di uscire con lei. Fui felice, per la prima volta, che una donna fosse sfacciata con me e d'istinto accettai per un solo unico motivo: il suo dito medio!!!
Quel venerdì, nel mio casual outfit assolutamente contrario alle proposte serie e poco malleabili degli outfit del brand che il suo nome ispirava, mi presentai all'appuntamento e lei, in una mise da "stasera mi diverto", onestamente più nuda che vestita, mi accolse estasiata. Lo ammetto, mi vergognai come un cane a girar per Milano con una ragazza pon-pon, perchè questo sembrava, affatto sobria e assolutamente fastidioso lo sguardo sogghignante degli altri ragazzi e lo sguardo esterrefatto delle altre ragazze. Poi un pensiero: cavolo, ma se.... potrei....! E sorrisi per aver individuato una scorciatoia!
Cercai tutta la sera di essere il ragazzo più affascinante e attraente che lei avesse mai conosciuto e naturalmente.... ci riuscii. Mi bastò quel pensiero a nascondere tutti quegli sguardi imbarazzanti, ma fu sul dunque, appoggiato sul cofano di quella macchina tanto antica quanto i soldi che valeva, che lampante mi si fissò un'immagine di me, della mia predisposizione a voler diventare quello che sono con le uniche mie forze, e fu lì che segnai per sempre il mio destino: la lasciai lì a strillarmi contro ogni cosa finché abbassando il finestrino della macchina sorridendo, e con tutto il rispetto che ella stessa mi aveva riservato a suo tempo, la salutai con il mio dito medio della mia mano sinistra, sgommando via!
Chiaro è che non finii il mio stage lì!!!

Vittime delle nostre scelte o consapevoli autolesionisti??? Scelgo io chi essere, ma rimango d'un pezzo!