venerdì 14 febbraio 2014

Feste... a comando!


Mentre parlava, con il cuore in mano, con gli occhi perennemente lucidi, tra questi rami che incutono timore, che disturbano l'essere, ma non disdegnano l'apparire, mentre per un gesto quasi del tutto normale le prendo la mano mentre ci facciamo compagnia per quattro passi fino a giungere quasi sino a casa sua, quando temendo la sua richiesta, il suo "ti devo parlare!", il giorno si fa scuro, il tramonto volge al termine e il freddo diventa pungente, mentre inconsapevole di ogni cosa mi fingo disinteressato eppur compiaciuto da ogni suo gesto, da ogni sua parola, mentre tutto ciò accade in un soffio di tempo che pare un eternità, mi rendo perfettamente conto di quanto si possa amare una persona e di quanto quella stessa persona ami solo se stessa.
Il suo eterno giocare, il suo disgusto per voler crescere, i rami di questi alberi che nascondo più segreti e parole mi traducono ogni sua frase, già detta, già sentita, già ascoltata e capita reinterpretata e singolarmente noiosa, eppure tenera, capricciosa, e sensuale.


http://www.flickr.com/photos/50588511@N08/5532323115/
Ma cosa vuole? Cosa mi sta dicendo? E cerco di capire il suo fine, la lascio parlare, senza far domande senza interromperla, eppure sotto la sua porta, quella della sua casetta, piccola e assolutamente in sintonia con lei, immersa anch'essa in questo boschetto dove questi gruppi di villette spuntano fin sulla collina per finire al confine con la proprietà dei miei, ebbene, lì le sorrido, le lascio la mano, annuisco senza guardarla, abbasso lo sguardo e timidamente sussurro un "capisco", quindi infilo le mie mani in tasca, mi stringo al mio giaccone, e la lascio lì, senza null'altro aggiungere e prendo la strada del ritorno. Lancio un fischio al mio cane che per tutta risposta si mette a correre verso di me nella pretesa di avere tutta la mia attenzione e lo soddisfo: torniamo a casa in un rincorrerci tra lanci di ramoscelli e agguati tra gli alberi.
Così fuggo, da codardo probabilmente, ma fuggo, letteralmente, da colei che ancora e nonostante tutto mi ferisce ogni volta anche solo con un sorriso.

Buon San Valentino a tutti amici miei!