mercoledì 11 dicembre 2013

...ancora un ultimo saluto...

Sto aspettando con ansia questo Natale o meglio, il dopo Natale, anticipandomi un pò di ferie con la scusa dell'influenza che mi ha gentilmente concesso un paio di kili in meno lasciandomi la possibilità di abbuffarmi anche un pochino di più sotto queste feste!
Abbandonata l'idea di un'avventura clandestina con una strana tipa bionda dalle mise incomprensibili, e per questo stranamente attraente oltre che già molto bella grazie a Madre Natura, e entrato nella piena consapevolezza che ormai la mia "vicina" quanto adorabile donna dei miei sogni tale G. resterà solo nei sogni, mi attende una strana avventura già organizzata con una certa Coco, anche se lei odia essere chiamata così, comunque colei che dal profumo tanto antico mi ha rapito la mente e sta conquistando pian piano il mio cuore.
Per ora sono circa 10 giorni che ci sentiamo solo via skype... è fuori per lavoro, avremmo dovuto essere fuori insieme ma cambi di programma dell'ultimo minuto e febbrone del sottoscritto ci hanno costretto ad una separazione, per questo condivido in ogni senso questo aforisma sull'attesa del piacere, poiché è essa stessa piacere... e la cosa non può che rendere il tutto estremamente meno scontato ed eccitante.
Così oggi, per l'esattezza questa  mattina, finalmente rimetto i piedi per la prima volta fuori di casa, resto sul porticato ad assaporare quest'aria fredda e gelida lasciandomi scaldare dal tiepido sole che inebria l'aria e confonde profumi di inverno all'umido del sottobosco. Il mio gattone e il canone si crogiolano al tepore e si lasciano incantare e cullare dalle note ormai consuete e scontate a casa di un Romantico Incazzato di un jazz di altri tempi e poi... qualcosa rompe...il silenzio, più o meno! E la domanda mi viene spontanea: 
ma le ferie scolastiche, non iniziano il 21 dicembre?
Parcheggia praticamente all'entrata del boschetto e scende con un folgorante sorriso e una battuta quasi del tutto inevitabile: sembri un vecchietto su quella poltrona avvolto da quella coperta!
Non posso che sorriderle: avevo proiettato la mia immagine nella mia mente ed era esilarante!
"Ciao bellissima G., cosa la porta al mio cospetto?". Ed ella, sorride abbassando lo sguardo quasi a voler nascondere una timidezza in lei sicuramente innata. Si siede vicino a me e contempla lo stesso mio paesaggio e senza guardarmi si comincia a parlare... fiumi e fiumi in piena!
Le perfezioni provvisorie
Ma quante risate, se la guardo io, non mi guarda lei, se mi guarda lei evito io. I nostri sguardi non si incontrano volutamente, eppure si cercano! Che triste dolcezza. Che strano amore! Perchè tale è: un amore stranissimo! Purtroppo incontrollabile... se i nostri occhi si trovassero sarebbe inevitabile ogni gesto in due, ogni pensiero diventerebbe comune: lei vedrebbe me e io vedrei lei. E a quel punto nulla sarebbe scontato ma piuttosto voluto! E ci faremmo del male!
Poi un gesto, una carezza... la mia e un gioco, con la sua mano, tra le sue dita e lei, dolcissima e inaspettatamente fragile.. ma non la toglie piuttosto si volta dall'altra parte e una domanda: hai scelto la nuova moto?
Dolce, dolcissima mia unica G. sei, e lo sarai sempre, un soffio di vento, ma non mi porterai mai via con te, inutile illudersi, o sperare che prima o poi ti fermerai, non lo farai mai, non è nella tua indole, né potrei mai chiedertelo... di nuovo.
Ti alzi, senza guardarmi, il sole sui tuoi splendidi occhioni da eterna bambina ti illumina e sorprende, e cade una lacrima: ciao Sir!.... Addio G.